Jurassic World Evolution – Recensione: un gestionale giurassico

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Abbiamo avuto la possibilità di giocare a Jurassic World Evolution, un gestionale sviluppato da Frontier Developments, che come obiettivo ha sostanzialmente quello di riproporre in chiave videoludica quanto visto nella celebre serie cinematografica di Jurassic Park. Ma questa formula può davvero funzionare?

Benvenuti sull’Isla Matanceros!

Una volta aperto il gioco verremo accolti da uno schermo del titolo che presenterà diverse voci: Campagna, Sfida, Sandbox e una sezione dedicata alle Impostazioni. Per questa recensione partiremo dalla campagna principale del titolo, per poi parlare anche delle modalità sfida e sandbox.

Jurassic World Evolution

Jurassic World Evolution è ambientato sull’arcipelago delle isole Muertes e l’obiettivo del giocatore è quello di espandere un parco a tema, la cui attrazione turistica sono – ovviamente – i dinosauri, provando ad attirare un numero sempre maggiore di turisti. La prima area che visiteremo sarà l’Isla Matanceros che fungerà principalmente da tutorial: è proprio qui infatti che inizieremo a fare pratica, per poi espandere maggiormente il parco nelle fasi più avanzate di gioco.


La ricerca scientifica è alla base del gameplay

La prima richiesta che ci verrà fatta sarà costruire un Laboratorio genetico Hammond, che servirà per incubare le varie specie di dinosauri per poi liberarli in una recinzione retrostante, che verrà costruita in un secondo momento.

Una seconda struttura fondamentale è invece il Centro spedizioni: da qui si possono mandare varie squadre di ricerca in tutto il mondo alla ricerca di fossili di dinosauro. Queste spedizioni però non coinvolgono in alcun modo il giocatore, dato che una volta partita la squadra di ricerca, apparirà un semplice conto alla rovescia che ne indicherà il ritorno al centro. Inoltre, non tutte le spedizioni saranno di successo: a volte può capitare che una squadra torni a mani vuote.

Per sbloccare nuove specie di dinosauri – da incubare nel Laboratorio genetico – c’è bisogno del Genoma, che si può ottenere estraendo il DNA dai fossili ottenuti dalle squadre di ricerca. Questa meccanica a lungo andare diventa però molto ripetitiva: il giocatore si ritroverà infatti in una sorta di ”loop di gameplay”, che consiste nel mandare una squadra in ricerca, estrarre il DNA dai fossili e incubare un dinosauro.

Un’aspetto molto interessante e accattivante del titolo, invece, è la necessità da parte del giocatore creare una sorta di cooperazione tra le varie strutture. Ad esempio, per alimentare il parco con le sue varie strutture servono le centrali elettriche, che devono essere collegate alle strutture principali per far sì che queste abbiano la giusta alimentazione per poter funzionare.

I dinosauri sono uno spettacolo per gli occhi

Inutile dire che, come è giusto che sia, il punto forte di Jurassic World Evolution sono i dinosauri. Questi ultimi presentano in primis una notevole cura grafica, oltre a un’ottima interazione con l’ambiente circostante e con gli altri dinosauri. È infatti davvero molto interessante, in realtà, rimanere ad osservarli a lungo, scoprendo in tal modo le numerose interazioni che ogni specie riserva: c’è chi vive in modo pacifico e chi attacca gli altri dinosauri, chi passa la giornata a dormire e chi è sempre in movimento.

È proprio grazie ai dinosauri che il giocatore riesce a sentirsi immerso nel mondo di gioco. A volte qualche specie può ammalarsi e noi, alla guida di un veicolo, ci avvicineremo all’esemplare malato provando a curarlo, prima che il virus venga contagiato anche agli altri dinosauri. Come è davvero bene che sia, la gestione stessa dei dinosauri è davvero una delle funzioni più belle del gioco.

Il sistema monetario: il difetto più grande

Jurassic World Evolution presenta tuttavia un sistema monetario non troppo brillante. Questo varia in base a diversi fattori: ci saranno delle missioni che se portate a termine daranno ai giocatori una ricompensa in denaro, oppure, per guadagnare è possibile vendere i fossili trovati dalle spedizioni. Un’ultima fonte di denaro è quella dei turisti che verranno a visitare il vostro parco.

Le entrate però non sono eque all’elevato costo delle strutture: non è difficile andare in banca rotta, e l’unico modo per rientrare con le spese è aspettare di guadagnare qualcosa dai turisti, rallentando così notevolmente il ritmo della partita.

Un’interfaccia molto intuitiva

Un pregio di questo titolo è invece l’interfaccia intuitiva e semplice da usare. Ad esempio, per migliorare il parco sotto ogni punto di vista basta recarsi al Centro Ricerca, per poter avere una sorta di controllo rapido su tutte le strutture.

Si può inoltre accedere anche ad un database, che funge come una sorta di enciclopedia: da qui il giocatore potrà vedere tutti i dinosauri, geni che si possono estrarre e siti di scavo; sicuramente una funzione molto utile per chi è alle prime armi.


La modalità sfida: una sottocategoria più divertente della campagna principale

La modalità sfida, come detto inizialmente, è una modalità secondaria presente in Jurassic World Evolution. Una volta selezionata dallo schermo del titolo, verrà data al giocatore la possibilità di scegliere una sola isola tra tutte quelle presenti nel gioco, con la possibilità di selezionare anche la difficoltà, con un obiettivo: raggiungere una valutazione dell’isola pari a 5 stelle prima di essere travolti da una catastrofe.

In questa modalità il giocatore si ritroverà con alcuni fondi già in cassa (questi ultimi saranno di più o di meno in base alla difficoltà selezionata). Per il resto il concetto di base è identico a quello della campagna principale: costruire strutture, generare dinosauri e attirare turisti per aumentare la valutazione dell’isola.

Nella modalità sfida, inoltre, alcuni difetti riscontrati nella campagna principale sembrano svanire: infatti qui grazie al budget standard fornito al giocatore non si rischia di andare in banca rotta con una frequenza assidua, e grazie all’obiettivo prefissato (che prevede il raggiungimento di 5 stelle nel più breve tempo possibile) alcune delle parti noiose e ripetitive del gameplay principale – esplicate prima – non pesano più di tanto.


Ecco la modalità Sandbox: una funzione in grado di garantire la massima libertà al giocatore

Una volta raggiunta una valutazione della prima isola della campagna principale pari a 4 stelle, ai giocatori sarà accessibile la modalità Sandbox: come è intuibile dal nome, si tratta di una simulazione in cui il giocatore avrà fondi illimitati, potendo creare così il proprio parco ideale senza vincoli seguendo le meccaniche viste nella campagna principale.


In conclusione…

Jurassic World Evolution è un gestionale in grado di coinvolgere e stupire i giocatori grazie ad alcuni aspetti davvero ben curati. Certo, sicuramente non è esente da difetti, ma i suoi numerosi pregi contribuiscono ad alleggerirne il carico. La campagna principale, infatti, può risultare a tratti davvero lenta, rischiando di diventare noiosa, ma – per esempio – nelle modalità Sfida e Sandbox i difetti presenti nella prima sembrano quasi svanire, offrendo invece un’esperienza più veloce e interessante.

Voto: 7/10

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