[Approfondimento] Il Pass di Espansione vale i soldi d’acquisto?

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Con l’uscita della seconda parte del Pass di Espansione di Pokémon Spada e Scudo si è concluso un cerchio iniziato il 17 giugno con L’isola solitaria dell’armatura e terminato, poi, il 23 ottobre con Le terre innevate della Corona. Si è parlato molto di questo contenuto aggiuntivo per Pokémon Spada e Scudo; in questa analisi cercheremo di rispondere alla domanda:
“Il Pass di Espansione vale i soldi d’acquisto?”

Molto Prima di Furlongham…

Estate 2001. Io, cinque anni, ho appena visto mio fratello battere Lance e diventare Campione della Lega Pokémon. Siamo di fronte alla nostra casa – quella virtuale – di Borgo Foglianova. Improvvisamente, il PokéGear squilla. È il Professor Elm: ci vuole al suo Laboratorio Pokémon; lì ci donerà il Biglietto per la M/N Acqua, che ci permetterà di salpare per la regione di Kanto! Io e mio fratello siamo in delirio!

Sono passati quasi vent’anni da Pokémon Oro e Argento e dal suo meraviglioso endgame. Nel mondo videoludico sono cambiate moltissime cose: all’epoca non c’erano DLC o Pass di Espansione. C’era il gioco, punto. Ma i tempi sono cambiati e – già da un bel po’ – si usa inserire contenuti aggiuntivi ai videogiochi. Una cosa a cui il franchise Pokémon non ci aveva abituati, preferendo la realizzazione di “forme perfette” dei giochi già usciti, da Pokémon Cristallo ai più recenti Ultra Sole e Ultra Luna.

Ma non voglio fare il nostalgico e nemmeno fare un confronto tra vecchia e nuova generazione. Voglio condividere con voi quella che è stata la mia esperienza con il Pass di Espansione, parlando dei pregi e dei difetti di questo DLC e se ha rispettato o meno le aspettative.

La prima parte del Pass di Espansione

Per quanto riguarda L’isola solitaria dell’armatura il colpo d’occhio iniziale è notevole. Devo ammetterlo, quando ho giocato la prima parte del Pass di Espansione avevo riposto Pokémon Spada e Scudo già da qualche tempo; dopo aver completato ciò che c’era da fare e soddisfatto qualche voglia di battaglie online, sentivo che le motivazioni erano finite, per il momento (completamento Pokédex a parte, ahimè).

Pass di Espansione

Quando il 17 giugno ho affrontato il viaggio sull’isola, quindi, le aspettative erano veramente basse. E devo dire che la situazione non è migliorata giocando la prima parte del DLC. Ok, mi piaceva essere immerso totalmente nelle Terre Selvagge, senza vincoli, senza restrizioni. Bello, sì, per i primi cinque minuti. A mio parere, l’idea è buona, ma Game Freak poteva fare di più. Tutto l’entusiasmo è andato un po’ a scemare e, pur apprezzando qualche missione secondaria e quella principale – che ritengo passabili, ma perché sono generoso – mi sono ritrovato con un bel “Meh“: non ho proprio amato l’ambiente troppo ripetitivo e molto dispersivo.

Game Freak, i cartelli per le indicazioni esistono da Pokémon Rosso e Verde!

Bella l’idea della Torre Acqua e della Torre Buio, così simili alla Pagoda giapponese e alle torri presenti a Johto, usate nel DLC come espediente per l’evoluzione di Kubfu: a parer mio una delle poche cose positive della prima parte! Insomma, una buona pensata, ma troppo basso il livello di sfida che le due torri offrono. Un po’ come tutto il DLC, a meno che il giocatore non si imponga delle regole sul livello e sui Pokémon utilizzati.

La seconda parte del Pass di Espansione

Passiamo ora a Le terre innevate della corona, seconda parte del Pass di Espansione e conclusione di questo DLC di Pokémon Spada e Scudo. Cosa posso dire su questa nuova avventura? Wow! No, non sono impazzito e né troppo generoso. Quando bisogna rendere i meriti a Game Freak è giusto farlo. Forse ero rimasto tanto abbattuto dalla prima parte del DLC, a tal punto da rimanere piacevolmente colpito dalla seconda parte; perché posso confermare che la seconda parte è inversamente proporzionale rispetto alla prima, per quanto mi è piaciuta. Finalmente c’è una storia godibile, tutto sommato degna di un gioco Pokémon, ed è stato bello – anche se breve – avventurarsi nella cattura dei vari Pokémon leggendari presenti nella Landa Corona, soddisfando le richieste dei personaggi presenti nel DLC.

Passi di Espansione

Sia chiaro, i problemi presenti nella prima parte sono altrettanto presenti nella seconda parte del Pass, però devo riconoscere che alcune idee non sono state male. Il trio di Uccelli leggendari, per esempio, mi è piaciuto molto. L’idea di renderli erranti – sai che novità, direte voi – funziona; le missioni del DLC divise negli appunti di Peony, con i vari titoli che appaiono ogni volta che si intraprende un nuovo evento, danno l’idea di trovarsi davvero in un “contenuto aggiuntivo” di un videogioco; i templi dedicati ai Golem leggendari sono piacevoli e gli enigmi – un po’ raffazzonati – sono un tuffo al cuore per chi ha giocato a Pokémon Rubino, Zaffiro e Smeraldo.

Impossibile non menzionare l’Avventura Dynamax, parte fondamentale del DLC Le terre innevate della corona. Questa nuova modalità di gioco permette di ottenere i Pokémon leggendari – e le Ultracreature – provenienti dai vecchi titoli. Sostanzialmente si tratta di un’evoluzione dei Raid Dynamax (ovviamente sempre presenti nel DLC). La difficoltà è leggermente aumentata in questa nuova modalità. Mi piace. Ho trovato interessante l’idea di inserire i Pokémon leggendari in questo modo; tutto ciò serve a dare un po’ di longevità al DLC, seppur con evidenti lacune, come per esempio il non poter catturare un Pokémon leggendario che già si è ottenuto in precedenza nell’Avventura Dynamax.

Pass di Espansione

“Ma quindi il Pass di Espansione vale i soldi d’acquisto?”

Se mi avessero posto questa domanda dopo l’uscita della prima parte del Pass di Espansione, avrei risposto tranquillamente “no”. Stessa cosa per le aspettative che avevo. Però, dopo l’uscita della seconda parte, ho dovuto ricredermi. Il Pass di Espansione vale i soldi d’acquisto. Non che Game Freak si sia spinta troppo in là, ripeto, i problemi in questo DLC ci sono. Ma voglio lodare il lavoro svolto nella seconda parte, che mi permette di guardare al futuro della saga con un po’ di serenità – un po’, eh! – in più.

Da cliente, sono soddisfatto della spesa per il Pass di Espansione; nel complesso, vale i soldi spesi. Il DLC fa quel che deve: intrattiene. Ma, come già detto, è solo grazie alla seconda parte che il DLC si salva dal tracollo. Troppo poco, a parer mio, per un franchise come Pokémon, potersi permettere uno scivolone del genere su un gioco della serie principale. Un esempio: se il Pass fosse stato diviso, permettendo di acquistare i due contenuti in modo separato – probabilmente – non avrei mai acquistato la seconda parte, dopo aver giocato la prima, che è stata decisamente sotto le aspettative. Quindi, si poteva – e doveva – fare di più!

Da amante della serie, invece, vi spiego cosa mi ha spinto a parlar bene de Le terre innevate della corona: la voglia di giocare. Giocando L’isola solitaria dell’armatura mi sono ritrovato diverse volte sul punto di spegnere la Nintendo Switch per la noia e la mancanza di stimoli; giocando la seconda parte, invece, ho recuperato quella voglia perduta. Era da tempo che non rimanevo incollato allo schermo per un gioco Pokémon (anche Spada e Scudo mi ha intrattenuto, ovviamente). Non chiedetemi perché, ma quando ho visto Calyrex comunicare tramite Peony, mi è venuto in mente lo Slowking parlante del secondo lungometraggio Pokémon 2 – La forza di uno. Lo so, non c’entrano molto, direte voi. Ma questa cosa mi ha colpito nei ricordi e mi ha dato di nuovo la voglia di giocare. Ha colpito la parte di me che ama incondizionatamente i Pokémon.

E alla fine, cosa importa per quale motivo giochiate questa serie. La cosa che conta è l’emozione che i Pokémon riescono a dare, e finché riusciranno in questo intento, continuerò ad amarli. E a comprarli.

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