Fabula Sinnoh Vol. 2 – Arceus, la Creatura Originaria

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Quest’anno abbiamo vissuto il 25° Pokémon Day, dove, per l’occasione, sono stati annunciati due grandi progetti: Pokémon Diamane Lucente e Perla Splendente e Leggende Pokémon: Arceus. Entrambi costituiscono esperienze che (ri)porteranno i fan nella regione di Sinnoh, la regione Pokémon in cui si è parlato – per la prima volta – effettivamente di lore Pokémon.

Per lore si intende l’insieme dei miti, delle leggende, degli eventi che sono alla base di un determinato universo narrativo, in questo caso, di Pokémon. Ed è stata Sinnoh che ci ha introdotto all’origine del multiverso Pokémon, ci ha introdotto alla sua gerarchia, ci ha introdotto… al suo Dio.

Ed è proprio per omaggiare Sinnoh che Pokémon Next vi proporrà una serie di articoli molto speciali: una serie dove si racconterà – facendo roleplay – proprio della lore di Sinnoh, vestendo i panni di un Allenatore, Edward, così giovane quanto appassionato delle leggende della regione. Vi invitiamo a leggere il Volume 1, dedicato a Giratina, prima di passare a questo (dedicato ad Arceus) – dato che è il suo seguito diretto.

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Musica di sottofondo

Arceus, la Creatura Originaria

Biblioteca di Canalipoli, 14 settembre

Non era una ferita da poco. Edward lo sapeva bene: certi squarci potevano lacerare anche l’anima con il passare del tempo. Il taglio che aveva riportato nell’ultima sua battaglia, una dozzina di giorni prima, bruciava più che mai; ma non era soltanto un dolore fisico. Sentiva la tristezza scorrere attraverso i lembi di pelle stracciata, risalire lungo la nuca, sfiorandogli…

‹‹È passato un secolo! E poi è solo un graffio!›› disse con ardore il ragazzino che era solito bazzicare nella biblioteca. Il bulletto girava incuriosito intorno alla testa di Edward, che stava seduto al suo solito tavolo – coperto da una marea disordinata di appunti e libri – a contemplare il nulla, quasi come fosse un antico eroe che narra le sue gesta.

‹‹Fa malissimo. Dovrebbero farle tenere un porto d’armi alla custode: quel righello è più tagliente di Aerasoio!›› rispose Edward, indignato, tornando a posare delicatamente una Pietragelo – non aveva trovato altro! – sulla ferita. Se vogliamo dirla tutta, il taglio provocato dalla custode il giorno prima era già quasi del tutto rimarginato; purtroppo il nostro eroe era una vittima implacabile. Per tutta risposta, il ragazzino si rimise il berretto blu in testa e con aria beffarda se ne andò, non prima di aver gettato al giovane allenatore uno sguardo da “cresci un po’”. Edward si guardò intorno: era rimasto solo; ripose la Pietragelo nella sua borsa a tracolla appoggiata al pavimento. Che senso aveva lamentarsi se nessuno poteva ascoltarlo? Quando si rialzò non aveva più la fredda pietra tra le mani, bensì qualcosa di decisamente più caldo e dall’aspetto curioso. Edward lo percepiva al tatto: quella piccola lastra di pietra rossa sembrava scandire lo strepitio di un fuoco che arde. Fece largo sul tavolo in modo maldestro, spostando gli appunti con la mano libera per far spazio alla Lastrarogo. Quell’antico pezzo di roccia gli era molto caro, anche se lo aveva ricevuto in dono da una persona molto speciale solo da qualche giorno. Edward sfiorò con le dita l’imperfezione al centro della superficie, mentre fissava la Lastrarogo. Ma la sua mente era già da tutt’altra parte…

Cava di Mineropoli, 5 settembre

“Lo spettro dell’autunno incombeva soffiando venti beffardi anche su Mineropoli. Stava passeggiando nei meandri della cava della città. Quando aveva visitato quel luogo la prima volta, mesi prima, l’ambiente era decisamente meno ospitale: il caldo di giugno si univa al tepore asfissiante delle profondità degli scavi in un mix letale. Ricordava con quante difficoltà riuscì a trovare Pedro, che gli insegnò a usare Spaccaroccia e che gli concesse, infine, una sfida in palestra. La sua prima medaglia. La mano di Edward passò subito sopra al petto, tastando la tasca interna del gilet. Sentiva le medaglie della regione di Sinnoh rispondergli da sotto al tessuto. Riconobbe la Medaglia Carbone, simbolo di Pedro e della Cava Mineropoli. Nel frattempo, continuava a camminare. I minatori e i Machop lavoravano sodo nella cava, ma al suo passaggio si voltavano a guardare il giovane allenatore; chi gli faceva un cenno, chi lo guardava con curiosità o stupore. Dopotutto, era diventato piuttosto famoso nella regione. Quel pomeriggio non aveva un motivo particolare per trovarsi a Mineropoli, ma uno strano desiderio lo aveva spinto a mollare i suoi libri e volare con il suo Skarmory fino a quel luogo; dopo gli ultimi eventi della Vetta Lancia era cambiato; un sentimento innato gli aveva suggerito che quel giorno si sarebbe dovuto trovare lì.

Camminando sul terreno roccioso, immerso nei suoi pensieri, ma non nel solito caos, Edward era stranamente sereno. Quasi non si accorse di essere ritornato all’entrata della cava; l’aria pungente di quel settembre così maturo iniziava a estendere i suoi artigli nell’apertura della grotta. Ma se le sue guance soffrivano, il suo naso traeva sollievo dal respiro di ossigeno fresco. Proprio davanti all’uscita, stagliato davanti alla luce che ne delineava i contorni, un uomo sbarrava la strada al ragazzo. Lo stesso moto che lo spinse nella città dei minatori, gli suggerì di avvicinarsi all’uomo – un esploratore a giudicare dagli abiti – e di avviare una conversazione con lui. La bizzarria di tale circostanza era riassumibile nell’insolito movimento che fece una delle sue Poké Ball legate alla cintura. L’esploratore iniziò a parlare a fiumi, come se fosse stato messo lì per interagire con Edward e lui soltanto:

‹‹Sono uno studente di filosofia. In parole povere, studio l’evoluzione del genere umano. Questo è il motivo per cui sono capitato nella regione di Sinnoh. In questo luogo gira una leggenda sulla nascita del mondo. Se riesco a scoprirne di più potrei avere un quadro più preciso sulla comparsa degli esseri umani. Subito dopo il mio arrivo ho trovato qualcosa di molto interessante. Se vuoi, posso darla a te.››

Edward tese la mano e ricevette una strana lastra di pietra rossa, che sembrava far parte di una placca appartenuta a un’armatura. I segni di erosione del tempo non c’entravano nulla con la parte scalfita nel centro…

‹‹Mi hanno detto che quella Lastra è antica quanto la regione di Sinnoh. Sopra vi sono incise delle parole… ‘La Lastra infonde potenza a chi è degno di possederla.’ Penso che la seconda parte della frase si riferisca a chi ha dato origine a questo mondo. A proposito… Io sono interessato solo agli aspetti filosofici della questione. Manufatti come questa Lastra perdono di valore dopo averli letti. Spero che ci incontreremo ancora prima o poi.››

E se ne andò dalla Cava Mineropoli, lasciando Edward basito…”

Biblioteca di Canalipoli, 14 settembre

Il ritorno da uno dei suoi soliti viaggi lasciava sempre un po’ di tristezza nel ragazzo. Il ricordo di persone, dei luoghi e delle esperienze – anche di quelle brutte – gli faceva provare malinconia; sospirò, spostando delicatamente la reliquia che ancora stava sfiorando con la mano. Dopo gli studi sull’origine di Giratina, aveva concentrato gli sforzi su un altro quesito: chi era effettivamente la Creatura Originaria? Lo studioso che aveva incontrato alla Cava Mineropoli sapeva più di quanto aveva lasciato trapelare. I suoi riferimenti all’origine del mondo erano la prova che era un esperto conoscitore della Storia Originale. Per fortuna anche Edward ne sapeva abbastanza: ma per cercare di rispondere a quella domanda non gli bastavano i libri della Biblioteca di Canalipoli dove si era rintanato alla ricerca di altre informazioni sul Dio. Sapeva che doveva partire dalle Lastre. Quegli artefatti – perché ce ne erano più di uno – conferivano potere a chi era degno di possederle. Se il pensiero di quell’uomo era esatto, l’unico degno possessore ed erede delle Lastre era la Creatura Originaria. Purtroppo però, le Lastre sono pezzi unici e lui non sapeva dove andarle a cercare. Ma ne aveva bisogno. Era giunto il momento di abbandonare la biblioteca? Stava riflettendo sul da farsi, ma di nuovo avvertì quel desiderio che lo spinse a fermarsi. Come a Mineropoli, una delle sue Poké Ball tremò in maniera insolita e nacque dentro di lui il desiderio, o l’intuizione, di restare esattamente lì dove si trovava.

‹‹Oh, ciao! Ci incontriamo di nuovo!›› Conosceva quella voce. Si voltò verso l’entrata della biblioteca, sbirciando tra gli scaffali gremiti di libri. Il misterioso individuo di Mineropoli era apparso alla porta. Per lui era una manna dal cielo. Sapeva che gli incontri con quell’uomo erano spesso fruttuosi, spunti di svolta nei suoi studi e, in un certo modo, anche nella sua vita. Edward, comunque, non aveva parole, al contrario dell’uomo appena entrato; il nuovo arrivato inondò l’allenatore con la sua parlantina a fiume, quasi come se fosse stato in silenzio dal loro ultimo incontro fino a quel momento:

‹‹Dopo esserci separati, sono stato a Mineropoli, Cuoripoli, Memoride ed Evopoli. Già, sono le città e i paesi che si trovano ai piedi del Monte Corona. Vuoi sapere perché questa montagna mi affascina così tanto? Beh, il Monte Corona è noto come “L’origine della regione di Sinnoh”. Per quanto ne so, quando è stato creato il mondo, in ogni persona è germogliato lo spirito. La sua nascita ha portato alla coscienza del mondo. Lo spirito racchiudeva in sé il tempo e lo spazio, uniti indissolubilmente tra loro. Anche gli esseri umani e i Pokémon erano un’unica essenza. Se ho capito bene, le persone e i Pokémon condividevano lo spirito e la consapevolezza. Di certo dovevano avere una profonda intesa e un grande rispetto reciproco. Poiché condividevano lo stesso spirito, gli esseri umani e i Pokémon erano profondamente legati. Le persone prendevano il posto dei Pokémon e viceversa.
Una simile interpretazione ci fornisce un indizio sulla nascita del nostro mondo. Si narra che sia stato un Pokémon ad aver forgiato questo mondo… Che quel Pokémon fosse la rappresentazione dello spirito originario? Mmm… Così nacque lo spirito e da esso si originarono il tempo e lo spazio… Questo fa presupporre che si tratti dei leggendari Dialga, Pokémon del tempo, e Palkia, Pokémon dello spazio… A loro volta essi derivano da Arceus, il Pokémon che li ha concepiti. Oh, e poi c’erano le Lastre, non è vero? Una di esse recitava: “Videro la luce tre creature che congiunsero il tempo e lo spazio”. Si tratta certamente dei tre Pokémon dei laghi… Uxie, Mesprit e Azelf. Secondo la leggenda, furono loro a diffondere lo spirito nel mondo, dandogli forma. Ma tutto comincia con Arceus, il primo, noto anche come la Creatura Originaria. Oh, a proposito, ho trascritto i testi incisi su quelle Lastre. Li ho raccolti in un libro che ho donato a questa biblioteca. Si trova su quello scaffale. Spero lo leggerai, ne sarei felice. Devo dire che sono contento di aver visitato la regione di Sinnoh. Ma ora credo sia meglio mettersi alla ricerca di nuovi miti e leggende in terre lontane. Mi auguro di poterti incontrare di nuovo.››

E così come era arrivato, quell’uomo tanto indispensabile per le ricerche di Edward, se ne era andato. Come un temporale estivo, aveva portato tumulto e freschezza nella mente del giovane. Un acquazzone passeggero, ma che per Edward era molto importante. Le informazioni si sovrapponevano rapide nella sua mente: il legame con i Pokémon, la nascita dello spirito, il Monte Corona, Dialga, Palkia, Uxie, Mesprit, Azelf… e poi c’era Arceus. Era questo il nome della Creatura Originaria? Ovviamente, il misterioso uomo non aveva menzionato Giratina; questa era una recente rivelazione, al momento nota soltanto a lui e Camilla. Ricapitolando la Storia Originale: da un Uovo nel caos, nacque quindi Arceus, che a sua volta generò prima Dialga, Palkia e Giratina; poi i tre Pokémon dei laghi, ovvero Uxie, Mesprit e Azelf; “Ma tutto comincia con Arceus, il primo”. Questo era ciò che lo aveva entusiasmato di più: aveva un nome.

Rimase affascinato anche dalla storia di unione tra Pokémon e umani. Un tempo non c’era distinzione tra essi, addirittura i Pokémon prendevano il posto degli umani e viceversa. Era la testimonianza del fatto che Pokémon e umani condividono lo stesso spirito, discendendo di fatto dallo spirito originale? E poi c’erano le Lastre. Come poteva non aver ancora trovato quel libro? Si alzò rapidamente e si precipitò allo scaffale indicato dall’uomo: ma perché ci sono così tanti libri? L’agitazione di Edward prese il sopravvento, e il giovane allenatore cominciò a estrarre libri a raffica dal mobile di legno, gettandoli sul pavimento nel momento in cui non gli interessavano; gli era passato tra le mani perfino un antico diario su cui qualcuno aveva rappresentato quello che sembrava un’ancestrale enciclopedia Pokémon della regione, con disegni e annotazioni degli stessi. Anche se, e per un solo momento, la cosa accese la curiosità di Edward, in quanto l’antico diario non riportava Sinnoh come nome della regione, bensì Hisui. Ma a lui non interessava al momento, perché aveva cose più importanti – secondo il suo parere – a cui pensare; lo gettò senza il dovuto rispetto sul mucchio del pavimento che andava a poco a poco a ergersi in altezza. Finalmente, trovò il libro nuovo di zecca che stava cercando. Lo afferrò con avidità e si immerse nella lettura di “L’origine della regione di Sinnoh così come narrato nelle Lastre.”

“Questa è una raccolta dei testi incisi sulle antiche Lastre rinvenute nella regione di Sinnoh.
‘La Creatura Originaria esisteva prima ancora dell’universo.
‘I frammenti della creazione dell’universo compongono questa Lastra.
‘Questa Lastra racchiude la potenza sprigionata da giganti sconfitti.
‘La Creatura Originaria diede vita a due creature, una del tempo e una dello spazio.
‘Videro la luce tre creature che congiunsero il tempo e lo spazio.
‘Due forgiarono la materia e tre lo spirito, dando vita al mondo.’
‘I Pokémon traggono potenza dalle Lastre.
‘La Lastra infonde potenza a chi è degno di possederla.’”

A Edward tremavano le mani. L’uomo misterioso aveva fatto un lavoro estremamente fine trascrivendo i testi delle Lastre che racchiudevano l’essenza di tutta la creazione. Appartenevano alla Creatura Originaria, Arceus, creatrice di ogni cosa. Un Pokémon che generò l’universo dal caos. Dalle Lastre risultava quanto fossero importanti Mesprit, Azelf e Uxie nella creazione; ma questo Edward lo sapeva bene: senza il Trio dei laghi, non avrebbe mai sconfitto il Mondo Distorto… E invece quei giganti sconfitti? Stava trovando diverse analogie con quella regione aldilà del mare, la terra dei giganti appunto, dove quello strano fenomeno permetteva ai Pokémon di crescere a dismisura… Che Arceus abbia effettivamente difeso la terra dai precursori di questi Pokémon Giganti? Il fenomeno Dynamax non è di questo mondo, è chiaro, e la nostra mitologia è piena zeppa di Pokémon Leggendari il cui scopo era quello di proteggerci, persino da ombre aldilà della nostra comprensione. Creature vaganti nel cosmo o provenienti da altre dimensioni; queste entità sono tutte figlie di Arceus? Sono Pokémon? E se lo sono, condividono lo stesso spirito di noi umani?

Edward cominciava ad avere una più ampia visione dell’universo: il porsi certe domande faceva accrescere in lui la sete di conoscenza e anche la consapevolezza. Forse non era merito solamente delle sue ricerche. Qualcosa si era sbloccato in lui, ne era consapevole. C’era stato un cambiamento, che gli permetteva di comprendere ciò che un altro essere umano avrebbe trovato incomprensibile. Lo aveva già pensato, ma gli ultimi eventi alla Vetta Lancia lo avevano segnato. Ma non parlava soltanto del Mondo Distorto. Sentii nuovamente quella sensazione di desiderio fiorire dentro di lui. Per la seconda volta, Edward estrasse qualcosa dalla borsa sul pavimento: era uno strano oggetto; assomigliava a una pietra di colore azzurro, grande quanto la mano del giovane allenatore; portò la pietra davanti agli occhi per esaminarla. I piccoli fori posti sull’esterno sembravano emettere un respiro proprio, esattamente come se l’oggetto fosse un piccolo polmone di pietra levigata. Edward portò la bocca sul labium del Flauto Cielo: soffiò delicatamente all’interno dello strumento e in quel preciso istante, la Poké Ball della cintura vibrò intensamente. All’interno vi era il Pokémon che aveva catturato sulla Vetta Lancia…

Continua…