Grafaiai: curiosità e ispirazioni del Pokémon Velenprimate

Mostrato durante la campagna pubblicitaria di Pokémon Scarlatto e Violetto, Grafaiai è diventato subito uno dei Pokémon di nona generazione a spaccare in due l’opinione del pubblico, tra chi lo apprezza molto e chi meno. Questo piccolo primate che si aggira nelle foreste di notte ha attirato l’attenzione di moltissimi giocatori con il suo design e il suo concept!

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Grafaiai in natura

Grafaiai è un Pokémon lunatico e schizzinoso, principalmente solitario e dallo spirito territoriale molto spiccato. Come infatti l’animale a cui si ispira per il suo aspetto, ovvero l’Aye-aye, il Pokémon tende a ritrovarsi costantemente in scontri per il territorio con altri suoi simili.

A livello estetico Grafaiai tende ad avere un aspetto molto più “spigoloso” dell’animale a cui si riferisce. Questo perché il Pokémon è anche ispirato all’idea dell’arte urbana, ai graffiti. Infatti, il nome del Pokémon è probabilmente l’unione di due parole: Graffiti + Aye-aye; vuole rimandare all’idea un po’ stereotipata dell’artista di strada con uno stile estetico basato sullo street punk.

Aye-aye

Ogni individuo della specie degli Aye-aye marca il proprio territorio con secrezioni che secerne dalle ghiandole che ha su gola e guance: in modo simile è stato caratterizzato il corrispettivo mostriciattolo tascabile. Quando cala il sole, il Pokémon si lecca le zampe e le dita per imbrattarle di veleno colorato e poi paralizzare i Pokémon di tipo Coleottero che vengono attratti dal suo odore dolce. Grafaiai usa con perizia la saliva velenosa, il cui colore cambia in base all’alimentazione, per marcare il proprio territorio con disegni e figure colorate disegnate sulle cortecce degli alberi.

Tele per dipingere naturali

Questa peculiare caratteristica riprende una particolare zona della Spagna detta “Bosco di Oma“, una manifestazione artistica realizzata tra il 1982 e il 1985 da Agustín Ibarrola. L’artista creò 47 rappresentazioni in totale utilizzando i tronchi degli alberi a mo’ di tela per le sue opere, un po’ come fa il Pokémon con i suoi “graffiti”.