Baldo: The Guardian Owls – Recensione: un’avventura fantasy tutta italiana

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Negli scorsi giorni è finalmente arrivato su Nintendo Switch uno degli indie più attesi dai fan Nintendo italiani e dagli amanti delle atmosfere ritrovabili nei film dello Studio Ghibli, Baldo: The Guardian Owls. Il titolo, prodotto dalla software house italiana NAPS Team con sede a Messina, è disponibile su Nintendo Switch, PC, PS4, Xbox One e Apple Arcade al prezzo di 24,99 euro.

Noi abbiamo avuto la possibilità di assumere i panni dell’eroe della storia, Baldo, giocando alla versione per Nintendo Switch. Le aspettative su questo gioco erano tante e molto alte: alcune sono state rispettate, altre non del tutto.

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Una fiaba fantasy dalle premesse semplici

Avventurati in un territorio magico, pieno di misteri da svelare. Baldo: The Guardian Owls è ricco di enigmi impegnativi da risolvere e segrete complesse da esplorare.
Vesti i panni di Baldo e attraversa questo appassionante mondo aperto, in cui incontrerai tantissimi personaggi bizzarri e indimenticabili, per decifrare la misteriosa profezia e sfidare il tuo destino.

I bambini sono sempre stati i protagonisti preferiti dai film Ghibli, e questo titolo richiama quelle atmosfere da sogno tipiche dei mondi creati da Hayao Miyazaki. Baldo, un semplice bambino di campagna, si ritrova a vivere un viaggio insieme alla sua amica Luna per scoprire la verità dietro la leggenda del Villaggio dei Gufi. Armato del Corno del guardiano, Baldo intonerà diverse melodie (anche qui riferimenti a Link e alla sua Ocarina) per attivare meccanismi, accedere a nuove aree e per molte altre funzionalità.

La storia del giovane avventuriero è molto semplice, infatti il bambino non si muove spinto da motivazioni complesse e ragionate. Al contrario, sono le leggende del luogo e i personaggi a portarlo ad esplorare le diverse zone del mondo, le quali raccontano una storia tutta loro. In giro per il mondo troveremo diverse strutture in rovina e zone che esulano dalla storyline principale, ma che mettono in luce sottotrame altrettanto fondamentali. Nella sezione “missioni” del menù potremo trovare tutte le quest principali che sarà necessario completare per proseguire.

Tuttavia, vi consiglio di non sottovalutare le missioni secondarie, in quanto vi serviranno per sbloccare alcuni potenziamenti.

Tra ambientazioni immersive e personaggi “eccentrici”

La cosa che più risalta di questo titolo è sicuramente il comparto grafico; un mondo fantastico e dettagliato dai colori caldi e morbidi che permettono al giocatore di immergersi in un’atmosfera nostalgica e cartoonesca. Il gioco ci riporta indietro nel tempo a prodotti di animazione come Heidi, Remì, che molti ricordano ancora con affetto e dolce malinconia. Nelle sue fasi iniziali, il gioco ci trasporta immediatamente nella quotidianità rurale degli abitanti del villaggio Kidoge in cui vive il protagonista.

Anche il comparto musicale svolge una parte fondamentale con delle sonorità che a tratti ricordano Ni No Kuni, a tratti la serie di The Legend of Zelda. Gran parte dell’atmosfera è infatti dovuta alle soundtrack di chiara ispirazione nipponica, ma non solo. Anche l’attenzione ai suoni ambientali denota la precisione posta ai dettagli che è riscontrabile guardando all’estetica del gioco.

Ogni dungeon ha la sua musica caratterizzante che ci fa immergere in atmosfere piratesche; zone del mondo cupe e tetre sperdute nella foresta; praterie tranquille e intrise di magia. Altro dettaglio particolare è la fluidità con cui la musica cambia nel momento in cui ci si imbatte in un nemico mettendoci subito in allerta. La varietà di ambientazione è uno degli aspetti principali del gioco: ogni dungeon ha i suoi aspetti caratteristici e la sua atmosfera e si fonde molto bene con il resto dell’area.

Soprattutto per quanto riguarda i dettagli visivi, l’attenzione data agli interni è decisamente notevole, senza nulla togliere alle zone esterne. I modelli dei personaggi principali e secondari sono molto caratteristici e principalmente ispirati a quelli presenti nei capolavori dello Studio Ghibli. Entrando in una zona nuova ci si ritroverà davanti ad una cinematica che mostra alcuni scorci dell’area e i suoi abitanti; tra i quali spesso spiccano figure alquanto eccentriche come Ranotto il menestrello o Odessa e le sue sorelle.

La magia dei Gufi Guardiani permea ogni angolo del regno a partire dai globi, oggetto necessario per poter accedere alle varie Torri dei Gufi in cui troveremo ulteriori enigmi da risolvere. La mappa non ci viene fornita sin da subito, va sbloccata un pezzo alla volta richiedendola a Minisio, un mercante errante. Per quanto riguarda i dungeon invece, le diverse mappe le potrete trovare nella sezione “Armi” del menù; purtroppo non saranno visibili a schermo come quella principale, andando quindi ad aggiungere un livello di difficoltà ulteriore all’esplorazione.

Tanti puzzle, dungeon, combattimenti e… tentativi

Baldo si presenta principalmente come un gioco adventure e puzzle con delle meccaniche da RPG. Il mondo di gioco è ricco di zone simili dedicate ad enigmi ambientali che si possono dimostrare più o meno intuitivi. Il protagonista potrà colpire, sollevare oggetti, lanciarli, rotolare, parare con lo scudo e interagire con gli oggetti. Purtroppo però il giocatore viene lasciato quasi da subito senza indizi alle mercé di una mappa di gioco ampia e non sempre del tutto accessibile. Dal primo dungeon, visitabile quasi all’inizio della partita, anche il giocatore più paziente potrebbe innervosirsi di fronte al susseguirsi delle schermate di “Game Over“.

Altro difetto è la mancanza di un tutorial vero e proprio che possa essere consultato durante il gioco. Anche alcuni funzioni di base inizialmente non sono chiare, o l’interazione con alcuni oggetti importanti per continuare l’avventura. Il giocatore si troverà a dover fare più e più tentativi senza il minimo indizio su come proseguire, il ché, alla lunga, potrebbe scoraggiarlo. Questo tipo di approccio ricorda veramente molto alcuni vecchi titoli in cui il giocatore veniva messo alla prova e costretto a provare e riprovare una stessa zona prima di capire come proseguire.

Una volta risolto l’enigma però rimane la sensazione di soddisfazione (anche se subito dopo ci ritroveremo nuovamente senza indizi su come continuare). Anche la mancanza di una telecamera mobile, o più lontana, potrebbe rivelarsi un problema in alcune aree del gioco. Un dungeon nello specifico, ad esempio, presenta dei nemici dai quali non ci si dovrà far vedere, però quest’ultimi saranno spesso fuori dall’inquadratura: in questo modo si rende quasi impossibile capire da che parte ci si può effettivamente muovere prima di essere inevitabilmente scoperti.

Un punto a favore va invece alle boss fight: impegnative, ma ben organizzate. Purtroppo qui ci vorranno ben più dei 3 colpi classici dei giochi Nintendo per mandare K.O. le enormi creature che ci troveremo a dover affrontare. I nemici hanno dei pattern di movimento vari, ma semplici da memorizzare per ogni mostro. Alcuni dei nemici più comuni non saranno nemmeno così semplici da neutralizzare e richiederanno la combinazione di spada e scudo.

Accessibilità e comprensione

Il menu che ci ritroveremo davanti è invece molto semplice e basilare, anche troppo. Per quanto i personaggi possano dare informazioni durante i dialoghi su come proseguire nella storia, una volta che andremo a consultare le missioni riportate nella sezione apposita, molte di queste mancheranno. Questo difetto, seguito dall’impossibilità di ingrandire la minimappa a schermo per poter avere una visione di insieme dell’area in cui ci si trova, portano al giocatore quasi una sensazione di smarrimento.

Anche il menù delle opzioni non offre molti aiuti al giocatore. La difficoltà infatti non sarà impostabile lasciando poca possibilità di personalizzazione e accessibilità al titolo soprattutto a chi, attirato da uno stile dolce e cartoonesco potrebbe approcciare il gioco come un’avventura tranquilla e rilassante.

Baldo: The Guardian Owls in conclusione

Baldo non è esente da difetti, come avete avuto modo di leggere. Tuttavia, si nota sin da subito quanta passione e dedizione siano stati messi nella realizzazione di questo titolo. Il team italiano è reduce da molti altri giochi che, nonostante non abbiano avuto la stessa risonanza di Baldo: The Guardian Owls, la critica ha giudicato in modo positivo. Non si tratta quindi di un team alle prime armi, e si nota.

Durante l’avventura sono poi riscontrabili alcuni bug, nulla di veramente impossibilitante e irrisolvibile con una patch, ma a tratti fastidiosi. Il gioco non dispone di un sistema di salvataggio interno. Per poter salvare manualmente bisognerà necessariamente uscire dal gioco tramite il menù delle opzioni selezionando “Esci”. Solo dopo aver cliccato, apparirà una schermata in cui ci viene chiesto se vogliamo salvare.

La difficoltà di questo gioco può essere considerata un difetto, come può non esserlo. I giocatori più datati conosceranno sicuramente questo tipo di frustrazione, ritenendola magari anche un pregio! In questi ultimi anni molti hanno lamentato una “semplificazione eccessiva” per alcuni titoli, quindi Baldo potrebbe effettivamente essere indicato se avete voglia di una sfida che vi riporti indietro nel tempo.

Voto 7/10

In generale, quello che possiamo dirvi è che se amate lo stile dello Studio Ghibli e i Dungeon Crawler in stile The Legend of Zelda, Baldo: The Guardian Owls potrebbe essere adatto a voi. Certo, bisogna fare i conti con una difficoltà non indifferente, ma se riuscirete a superare questo scoglio, allora potreste rimanerne stupiti. Per acquistare il titolo, vi rimandiamo al Nintendo eShop tramite questo link.