Grow Song of the Evertree – Recensione: da leggenda a realtà!

Fin dalla nascita, il brand di Nintendo si è caratterizzato per una grandissima varietà di titoli e passando da una console ad un’altra, questa molteplicità di giochi aumentava. Su Nintendo Switch questo processo è continuato, grazie alla presenza di molti titoli. Uno di questi lo vedremo oggi, nella nostra recensione di “Grow Song of the Evertree”.

Recensione Grow Song of the Evertree

Sviluppato da Prideful Sloth e pubblicato da 505 Games, “Grow Song of the Evertree” si pone tra uno dei titoli più conosciuti del genere gestionale, ovvero Animal Crossing e un titolo meno conosciuto ma molto apprezzato, ovvero Stardew Valley.

Una trama fiabesca

La trama si apre introducendo un passato dimenticato dove gli antenati esploratori, seguendo il canto, arrivarono alla sorgente del canto da dove tutto nasce, ovvero il Myora, che sgorgava dalle radici dell’Albero Eterno.

Gli esploratori decisero dunque di insediarsi all’ombra dell’Albero Eterno, la città prosperava e gli antenati appresero l’arte di “plasmare” il canto e chiamarono questa pratica: “Alchimia“. Inoltre, diventarono artigiani, architetti e prodigi dell’industria.

Il loro piccolo villaggio crebbe fino a diventare una grande e prosperosa città, ma qualcosa di oscuro cresceva all’interno dell’Albero Eterno: una forza maligna e divoratrice denominata Avvizzimento, che prosciugò tutto il canto di Myora e fece crollare nel caos la città.

Ma anche se la situazione sembra irrisolvibile nulla era perduto, perché un alchimista di Cuore Eterno, a differenza di tutto il popolo, scelse di rimanere e di ricreare il Canto di Myora.

Una grande scelta di personalizzazione

Una delle qualità che ha questo titolo è la personalizzazione e la caratterizzazione con cui si può dotare il proprio personaggio. Difatti si potrà scegliere tra molte modifiche, ad esempio la voce, gli occhiali, la forma del corpo e tante altre.

I nostri due aiutanti

Per far tornare il Canto di Myora, Rambicco e Manuala lavorarono a lungo per creare un seme del mondo. I due sono posti nella casa dove si sveglia il protagonista e svolgono mansioni diverse.

La prima con cui facciamo conoscenza è Manuala, un libro magico che terrà conto di tutto ciò che succede nella nostra avventura e inoltre ci darà delle “missioni” che, se portate a termine, daranno al giocatore varie ricompense, tra cui anche dei riconoscimenti.

Recensione Grow Song of the Evertree

Il secondo invece è Rambicco, un alambicco che, se interpellato, ci insegnerà l’arte dell’alchimia, fondendo i vari oggetti ottenuti tramite la “manutenzione” del Giardino e che, in base alla loro rarità, ci daranno delle essenze diverse, che potranno essere usate per creare dei semi che hanno diverse mansioni. Dopo aver sbloccato il seme del mondo, verremo dotati di:

  • Anaffiatoio: servirà per annaffiare i semi;
  • Sacco di semi: utilizzabile quando si distruggono pile di mattoni o rocce;
  • Martello: per distruggere rocce o mattoni;
  • Ascia: utilizzabile per distruggere dei ceppi di legno o per tagliare gli alberi.
Recensione Grow Song of the Evertree

Un titolo di natura gestionale

Il gioco si apre con il protagonista che pianta il seme del mondo, ovvero un seme che crescendo crea una piattaforma dov’è possibile far crescere una rigogliosa vegetazione. Qui ci saranno alcune creature che, in base alle loro esigenze, sarà possibile addomesticare e far crescere.

Recensione Grow Song of the Evertree

Inoltre bisognerà gestire una vera e propria città che avrà un indice di “felicità” che dipende dalla realizzazione dei bisogni e dei desideri dei vari visitatori. Nel caso in cui questi la trovassero gradevole, si trasferiranno qui.

Recensione Grow Song of the Evertree

Nonostante la meccanica della città ti permette di fare molteplici mansioni, quella dei mondi risulta spoglia e monotona (sradica, taglia, semina, annaffia e distruggi). Ciò comporta una perdita d’interesse verso il titolo, essendo anche uno dei punti fondamentali su cui si regge questo gioco.

In conclusione

Il titolo è molto fluido e la storia fiabesca riesce a trasmettere al giocatore quella magia di cui è composto il prodotto. Uno dei punti a favore di questo gioco è dunque proprio la storia, che in un titolo gestionale del genere è difficile da inserire, soprattutto per la quantità di “diversi giochi” al suo interno. Lo stile artistico è veramente azzeccato, perché ti immerge in un mondo leggendario e pieno di fantasia. Inoltre, esso crea un’atmosfera pacifica che rilassa il giocatore, nonostante l’Avvizzimento avanzi. Infine, va detto che la quantità di azioni che si possono intraprendere in questo titolo sono tantissime: si può andare a pescare, catturare gli insetti, completare le missioni assegnateci da Manuala, fare un po’ di Alchimia con Rambicco e tante altre. Sembra di avere una libreria di minigiochi all’interno di uno solo, offrendo una grande varietà a questo titolo, che risulta assolutamente di ampio respiro.

Il gioco presenta anche alcuni difetti, seppur non gravi. Nello specifico nei momenti in cui si cambieranno i mondi potrebbero capitare degli evidenti cali di frame rate, oltre a dei caricamenti decisamente lunghi. Infine, come già detto, alcune attività potrebbero risultare ripetitive.

VOTO: 8.5/10

  • + Molta varietà di azioni all’interno del titolo
  • + Storia immersiva e interessante
  • + La parte gestionale della città, ideata veramente bene con la caratterizzazione dei visitatori.
  • – cali di frame che rendono i caricamenti veramente lunghi
  • – la ripetitività nella “piattaforma” creata dal seme del mondo

Cambiando argomento, avete visto l’ultimo aggiornamento fatto alla hack rom Sigma Platinum?

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