Recensione Ghostrunner per Nintendo Switch

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Abbiamo potuto provare, grazie a 505 Games, Ghostrunner per Nintendo Switch, un videogioco d’azione in prima persona sviluppato dalla software house One More Level, e questa è la nostra recensione.

STORIA

Nel gioco vestiremo i panni del Ghostrunner #74, una sorta di ninja tecnologico che si risveglia senza alcuna memoria all’interno della Dharma Tower, definibile come un enorme grattacielo dove al suo interno risiede tutto ciò che è rimasto dell’umanità.

Questo perché Ghostrunner è ambientato in un mondo in cui gli esseri umani sono stati decimati a causa di una calamità a livello globale, e i superstiti di questo evento sono appunto racchiusi all’interno della torre.

Il nostro personaggio si è risvegliato in una condizione non del tutto felice. Completamente privo di memoria, Jack (chiamato anche così il nostro protagonista) è sopravvissuto ad una caduta dall’alto della torre, ed è stato recuperato dagli Scalatori, un gruppo di ribelli mossi contro un nemico comune: Mara.

Mara, vent’anni prima degli eventi del gioco, tradì un suo amico chiamato l’Architetto, con l’intento di prendere possesso del posto con un “colpo di stato”. Sarà proprio l’Architetto, ideatore della torre e adesso intelligenza digitale, a guidarci contro il Keymaster, ovvero Mara stessa.

GAMEPLAY

Se siete amanti dei videogiochi frenetici, e magari anche del parkour, Ghostrunner è sicuramente un’esperienza di gioco da tener d’occhio e non sottovalutare. Il nostro personaggio, avanzando tra i vari livelli, sbloccherà sempre più abilità in un gameplay caratterizzato da salti, scatti e arrampicate, nonché schivate degli attacchi dei nemici.

C’è da dire che talvolta il gioco porta ad affrontare delle situazioni abbastanza complesse tanto da poter risultare frustranti, vuoi a causa dei nemici, o vuoi per “misure prese male” durante i movimenti, specialmente nei salti. Al netto di ciò, l’interesse nel sapere come prosegue la storia e la voglia di completare il livello spingono il giocatore a riprovare e riprovare senza fermarsi.

Grazie alla presenza del Subsystems Calibration Panel, si potranno utilizzare diversi potenziamenti in un sistema di progressione formato da 36 slot che si potranno riempire nel corso dell’avventura, con 4 blocchi che faranno da “ostacoli” nell’inserimento dei potenziamenti stessi.

Si potranno inoltre usare quattro abilità speciali: Marea, Lampo, Tempesta e Supremo, abilità strettamente collegate al Subsystems Calibraton Panel e che determineranno il vostro stile di gioco, dando la possibilità di poter uscire dalle situazioni più complesse nel modo in cui si preferisce.

COMPARTO TECNICO

Come potete ben immaginare, rispetto alle versioni del gioco per altre piattaforme, quella di Nintendo Switch è indubbiamente la più carente dal punto di vista tecnico.

Il vero “nemico” in questo caso sono le textures, di cui molte appaiono (inevitabilmente) a bassa risoluzione e piuttosto sgranate. Questo però, al tempo stesso, permette al gioco di mantenere i 30 fotogrammi al secondo (fps) in maniera piuttosto stabile durante il corso del gioco.

L’atmosfera cyberpunk riesce comunque a fare la sua figura anche sulla console ibrida di Nintendo e a farci chiudere un mezzo occhio sulle imprecisioni tecniche, che possiamo in ogni caso assicurarvi sono state già migliorate con la versione 1.5 del gioco dal team di sviluppo, versione che abbiamo testato (e vi consigliamo di scaricare prima di iniziare a giocarci) e che ci fa ben sperare in ulteriori futuri aggiornamenti per il titolo. Per rendervi conto della differenza, potete vedere qui di seguito un confronto tra il gioco senza patch e il gioco aggiornato.

VOTO: 7

+ Atmosfera cyberpunk che convince e coinvolge
+ Storia non invasiva ma interessante
+ Un gameplay frenetico e con una buona varietà

– Su Nintendo Switch il comparto tecnico è un po’ sottotono
– Alcuni livelli sono più frustranti rispetto ad altri alla stessa difficoltà
– Comandi non sempre precisissimi